20.6.11

Osho Early Talks 1969: If Love is not enough....

Qui vi fornisco alcuni spunti dei primi discorsi di Osho, all'inizio del 1969, quando stava in America per tenersi Woodstock, ma nessuno conosceva Osho, benché molti fricchettoni fossero imbevuti di conoscenze di pensiero indiano, girate abilmente a proprio vantaggio. A proposito, Woodstock è stata una delle tante operazioni commerciali, spacciate per tre giorni di libertà e liberazione! La sola cosa che posso dire, con le parole di Osho in mente, è che la liberazione non dura uno o cento giorni, chi la consegue la consegue per tutta la durata della vita,
 e non si insegna, né si apprende a e da qualcuno, tantomeno si acquista in uno dei mille negozi di Cianfrusaglie Alternative come le chiamo, dove ti vendono videocorsi di meditazione, o di tarocchi o di cristalloterapia o altre astrusità.
Parlatene con quelli che hanno visto con i loro occhi, per farvi una idea precisa (a me basta conoscere gli assegni dati alle varie stars dell'epoca. In un recente film uscito su Isola di Wight del 1970, credo nel 2008, potete vedere come si sgolano gli organizzatori a urlare nei microfoni che gli artisti vogliono essere pagati, e l'unico modo per farlo è di pagare il costo del biglietto. No ticket, no show).
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Riassunto: Per me non c'è una missione o un messaggio. L'amore non necessità di alcuna organizzazione né messaggio, anzi, proprio l'organizzazione si fonda sulla divisione e sull'odio. L'amore funziona di per sé, quando sei in grado di veicolarlo: e se non dovesse funzionare, se l'amore non è abbastanza, allora nessuna organizzazione farà meglio.
Non so se si capisce la portata di questa semplice affermazione: l'Onu, il WHO, Organizz. Mondiale della Sanità, la UE, eccetera, sono fondate sull'odio, sulla differenziazione e sulla divisione delle persone che vi partecipano, solom per fare un esempio pratico. Poi scopriamo che dietro queste organizzazioni, si celano pochi potenti individui, spesso apparteneti alla stessa cerchia elitaria (massoneria, teosofia, associazione di  Wasp, di cui Yoko Ono, asseriva nell'intervista del 1971 a Rolling Stones, che gli Wasp, cioè ebrei irlandesi puritani progressisti, sono al centro di tutti i traffici di armi, quadri, borse, finanza e politica. Insomma, una elite di cui ci parlava bene Tom Wolfe all'epoca dei suoi memorabili articoli a puntate settimanali per il New York Times e altri magazines, quando parlava dei veri padroni di New York, a partire da come fu acquistata l'isoletta di Manhattan dagli olandesi. Per intenderci, Wolfe è quello che ha creato diversi neologismi divenuti celebri, come quello di Radical Chic, riferito proprio a molti dei Wasp dell'epoca).
Sulla morte di Osho, occorre dire che nessuno dei suoi seguaci ha fatto molto, nemmeno ne ha parlato, per il semplice motivo che la morte è ciò verso cui tutti siamo diretti -Until you Die-(Fino a che non sarai morto) è uno dei migliori scritti di Osho, e che sia avvenuta per cause naturali o meno, non è in questo mondo che si cerca la giustizia o la ricompensa o la vendetta, ma il miglior modo di stare dentro questo mondo è quello di lasciarsi andare all'amore, all'attrazione che gli esseri esprimono naturalmente l'un l'altro, senza condizioni o remore. Più facile a dirsi che a farsi, come si capisce. Basta vedere la gente potente, come si lascia facilmente andare agli istinti sessuali, proprio perchè scambiare sesso è una pratica di pura superficialità, non tocca il vero centro di ciascuno: chi sono, cosa voglio, dove vado, perché sono qui).

Early Talks 4   NO MISSION, NO MESSAGE.  1969.
To me, organization means something based on hatred. No organization is centred around love, because love needs no organization. Hatred needs organization.
 Nations, parties, religions, are all based on hatred: hatred of others, hatred of those who are not in our fold, of those who are not under our flag, of those who are not convinced of our message. Hatred is such a great force, it organizes.
It is so poisonous, and a single individual is not able to be so poisonous, a single individual cannot be as dangerous as hatred requires one to be. So one needs organizations, others, a crowd – one cannot be alone.
But love is such a silent force, that to be alone is enough. Love doesn’t know how to work, it works itself. There is no question of method – I have never been concerned with method.
I am a man with no method – absolutely no plan, no method, no organization. My only hope is this, that love works spontaneously. It needs no method. It needs no previous rehearsal. It works! And if it works it is alright, and if it doesn’t work then too it is alright.
If love is not enough, then no organization can be much more.
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In questa seconda domanda, Osho discute della reale capacità del pensiero e della differenza tra pensiero e essere. (l'Essere non è un veicolo, non dipende dal pensiero, mentre questo è totalmente dipendente dall'Essere). 
Pensare di essere qualcosa non implica affatto un reale cambiamento; si tratta di pura immaginazione, E per  questo l'uomo moderno è pieno di errori, confonde la sua concezione, il suo pensiero, le sue informazioni e più spesso, la sua immaginazione, con la Conoscenza, e spesso questo lo porta a sbagliare tragicamente. Si affida alla sua memoria, crede di poter ricordare bene, ma spesso il volto della persona che era seduta sul tram è a lui del tutto sconosciuto.
Qui Osho ripete quella che è la base del suo lavoro di Deprogrammazione:
Tu puoi esistere senza il tuo pensiero, ma il tuo pensiero non può esistere senza il tuo essere.

IT IS SAID, ”AS YOU THINK, SO YOU BECOME.” IF ONE THINKS OF THE
REAL SELF....?
No! This is one of the very wrong conceptions. This conception says, that as you think so you become. No, you cannot become as you think. But you can feel that you have become something.
As you think, you can feel that you have become something, you can imagine it. But imagination is not knowing. If someone thinks I am brahma, I am god, and goes on thinking it, and thinking and thinking, then he comes to feel that he is divine. But this feeling is not knowing. This is simply imagination being suggested, repeated, hypnotized. He has hypnotized himself by suggestions, by constant repetitions.
You cannot become what you think. Rather, the contrary is true: what you become you can think about. The becoming is first, the thinking is secondary – because the being which you are is always behind the primary foundation of your thinking.

First you can exist without your thinking, but your thinking cannot exist without you. So you are foundational, the thinking is secondary. Thinking is only on the periphery, the circumference; your being is in the center. So one can be without any thoughts, but no thought can be without any being.
If you think something and imagine something, you may come to a feeling – imaginary, psuedo – but you cannot come to your very being, because that which you don’t know... how can you think about it? We can only think about something which we already know. If you know your self, then there is no question of any thinking about yourself. If you don’t know your self, then how can you think about
it? Then you will borrow something from others....