27.8.10

La Sindrome Fibromialgica o Fibromialgia.

Considerata di pertinenza reumatologica, la Sindrome Fibromialgica (FMS o SF)
 è identificata da una caratteristica di dolore diffuso e duraturo, caratterizzato da ricorrenza ben definita, per almeno tre mesi consecutivi. Il dolore ricorre nei
 tendini, legamenti, borse e tessuto muscolare, senza però aversi una minima condizione di infiammazione dei tessuti. Parzialmente, la sindrome si caratterizza per la anomala processazione dei segnali dolorifici a livello del Sistema Nervoso Centrale (CNS), e si distinguono due forme:  http://www.sindromefibromialgica.it/fibromialgia

Primaria, nella quale non si riscontrano cause cui ricollegarla, se non a livello delle strutture centrali, ricordate prima.  In particolare, si pensa che ogni condizione che altera il sonno profondo, cioè lo stadio III e IV del sonno, quello in cui si produce l'ormone della crescita e in cui la produzione di melatonina è più elevato, sia collegato alle caratteristiche primarie della sindrome. Quindi, non sempre il disturbo è associato con un numero minore di ore di sonno, quanto con la presenza di onde tipiche dello stadio alfa e fusi sigma, che vanno ad interferire con lo stadio profondo del sonno, alterandolo, e causando la sensazione di un sonno non ristorativo e stanchezza, pur se durato otto ore.

Un altra causa di SF primaria, sembra essere la vulnerabilità di alcuni soggetti verso lo "Stress Ossidativo", cioè un invecchiamento di alcuni tessuti, che non si traduce in vero e proprio danno quanto in processi locali che liberano fattori che mediano il dolore da parte delle cellule del tessuto fibro-muscolare. In sintesi sarebbe una suscettibilità nei confronti dei radicali liberi, gruppi chimici organici che trasportano carica positiva e che pur presenti in tutti i soggetti, nei pazienti che soffrono di SF, sarebbe assai più intensa e con maggiore invecchiamento e sofferenza dei tessuti interessati.

Secondaria, in cui la sindrome si rapporta a traumi fisici e psicologici, e ancora più spesso a disallineamenti scheletrici e posturali, malocclusioni dentali e cervicalgie. Inoltre, la sindrome può conseguire ad anni di disturbi causati da artrite reumatoide, lupus, ipotiroidismo, sindrome di Lyme, esposizioni a sostanze chimiche tossiche, quali le amalgame dentarie, uso di pentole in alluminio, particolari infezioni virali o anche batteriche, esposizioni ad agenti chimici tossici dell'ambiente o vivere in una casa insalubre. Anche movimenti ripetuti e stereotipati possono predisporre l'individuo a sviluppare la sindrome secondaria.
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E' bene soffermarci sul concetto di Sensibilizzazione centrale (central senzitization in inglese). Con questo termine, non si indica un disturbo patologico a livello psichiatrico o psicologico del cervello, ma una particolare forma di modulazione e processazione degli stimoli dolorosi di natura periferica (cioè che provengono dal corpo), che una volta giunti al cervello ed in particolare al Lobo Limbico, area deputata all'elaborazione del dolore (ma non solo), sono elaborati in modo anormalmente sensibile, al punto che i normali stimoli corporei che sono percepiti come non dolorosi nei soggetti sani, sono dai fibropazienti, percepiti come sensazioni corporee dolorose, in base ad alterazioni caratteristiche della sensibilità centrale.
Ecco un elenco dei termini e dei sintomi:

allodinia= sentire dolore quando non è presente;
parestesia= sentire formicolio alle estremità; sensazioni di bruciore o di calore o di freddo, a volte addirittura alternate nel tempo a un arto o ad entrambi o solo a mani e/o piedi e a volte solo ad alcune dita;
fascicolazioni=contrazioni di alcuni muscoli, sentirli come se tremano, pulsano, in dipendenza di normali movimenti o anche a riposo;
dolori associati alla pressione del corpo, ad esempio indolenzimento delle spalle, delle anche quando si giace sul fianco o delle caviglie e cosce, se accavallate; sensazioni di improvvisi formicolii o senso di camminamento di insetto su una mano o piede o gamba o braccio, a volte anche simmetricamente; sensazioni pressorie alle tempie o sotto le sopracciglia o sulla fronte o anche sulla parte nucale; dolori al collo, mandibole, spalle, gomiti, polsi e falangi delle mani e idem per gambe, caviglie e dorso e pianta dei piedi, accompagnate o meno da bruciore e /o formicolio;
altre sensazioni dolorose o anomale varie, legate o non legate a stress ambientali quali rumori, suoni, odori eccetera.
Spero di essere stato chiaro e fin dove si può, esauriente nell'elenco.

Ora, il significato di queste sensazioni dolorose si pensa sia in parte concausato da impulsi dolorosi distrettuali, dovuti ad altre patologie, nella SF secondaria, mentre nella primaria, ancora non sappiamo se i cambiamenti centrali (cioè del cervello), sono precedenti o si strutturano a seguito di qualche altra disfunzione.
In ogni caso, è ben chiaro che non siamo in presenza di dolori e alterazioni della sensibilità causati da disturbi psichici.
Quando i sintomi somatici della depressione o dell'ansia, si ritiene siano relati alla sintomatologia algica (ad esempio iperalgesia, dolori lombari, alle spalle, tempie, mandibole, affaticabilità, senso di sonno non riposante e altri ancora), allora non si deve porre diagnosi di FMPrimaria, né secondaria, quanto di depressione, disturbo d'ansia o postumi depressivi, dopo una fase di remissione, i quali andranno trattati con psicofarmaci adeguati e di norma sono assai sensibili e curabili, a differenza dei sintomi della FM, più coriacei e persistenti nel tempo.

In ogni caso, si deve tenere a mente che per un numero importante di ricercatori, i disturbi del sonno sono giudicati premonitori e precedenti all'instaurarsi della FM, considerato che quei soggetti che presentano una alterazione dei cicli sonno-veglia, della fase IV del sonno profondo non REM e alterazione dei cicli del sonno, che divengono di durata minore e più  numerosi, sono quelli che mostrano anche maggiormente il disturbo delle gambe senza riposo, il movimento a scossa dell'arto, e difficoltà di respiro durante il sonno.
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E' probabile che nella FM primaria, i disturbi del sonno, le concentrazioni di ossido nitrico nel sangue e nei muscoli, il livello di ione magnesio nella cellula (non quello circolante nel sangue), i livelli di serotonina, adrenalina e dopamina, nonchè alcune attività ormonali, tendano ad alterarsi precocemente e a promuovere anormalità nel cervello che si traducono anche nella anomala percezione del dolore.  http://chronicfatigue.about.com

Dott. alfredo lorenzi       per domande o chiarimenti, scrivere:
alfredolo502@libero.it