19.9.12

Curarsi senza prescrivere Diete ma solo Consigli sulle abitudini alimentari.

Ultimamente, si sono sentiti discorsi assai pretestuosi e ambigui, sul ruolo di chi come me,
incontra persone in ambienti pubblici o privati, senza fini di lucro, spesso in un clima associativo e finalizzato all'incontro con la Meditazione e a pratiche naturistiche.
Allora, occorre avere ben chiaro che: solo il medico può fare una diagnosi medica, vale a dire una valutazione clinica mirante ad accertare lo stato di salute o di malattia di una persona.
Secondo, solo il medico e il laureato in biologia e dietologia può prescrivere un regime dietetico specifico o generico per il benessere di persone. 
Ma nel caso di una discussione libera, in cui si informano i presenti, che di solito partecipano apportando esperienze e conoscenze, sulle proprietà di cibi e bevande, sulle loro caratteristiche e sul come e quanto assumerne giornalmente o meno, bene, in questo caso non si tratta di una attività di alcun valore medico o comunque di pratica tutelata o riservata ad alcuna professione.
Discutere degli studi sulle proprietà di agrumi, frutti e piante esotiche, delinearne le caratteristiche e discuterne i benefici della relativa assunzione, se fosse proibito, sarebbe come riconoscere che il cibo e le bevande, qualunque cibo o bevanda, è materia esclusivamente pertinenza dei medici e su questo punto, lo si capisce, nessuno stato veramente liberale può riuscire a metterla giù in questo modo rozzo e brutale.
Che il Dottor Ciro Vestita faccia il giro delle televisioni e dei teatri e incontri di paese, parlando delle proprietà e usi di aglio, peperoncino e decine di altre erbe, frutti e spezie, è certamente un fatto tipico, ma che chiunque abbia esperienza e voglia, non sia libero di discorrere tra amici o in un incontro pubblico o in casa di qualcuno di caratteristiche, proprietà ed effetti di erbe, frutti e bevande, suvvia, sarebbe troppo, chiunque lo capisce.
Diverso è chi all'interno di uno schema medico e terapeutico, prescrive una dieta a base di determinati cibi e bevande. Qui e solo qui, si situa l'atto medico; in tutti gli altri casi si tratta di interessi su cibi e bevande, liberamente espressi da chiunque, giusti o sbagliati, corretti o non corretti, non ha alcuna rilevanza, dal momento che siamo fuori dall'atto e da concreta pratica medica. 
Quindi, alle amiche che mi chiedono se possono parlare tranquillamente degli effetti positivi avuti su di loro dal succo di Alo o dai frullati di carote e peperoni, non posso che rispondere con tranquillità: potete parlarne con chi volete, dal momento che si tratta di vostre esperienze, al pari del funzionamento o meno della tale crema anti rughe. E' la stessa cosa.
Come è la sessa cosa se si parla del DCA o della amygdalina o del Bicarbonato di Sodio, il banalissimo e comunissimo Bicarbonato di Sodio, che si può comprare dal bottegaio a 5 euro al Kilo. Questo semplice composto, utilizzato diluito in acqua per lavare frutta e verdura, per lavare i denti, per i dolci eccetera, è un potente e naturale tampone acido, in grado di neutralizzare l'eccesso di acidità dei tessuti in particolare il sangue, a seguito di notevoli stress fisici e psicologici, e di consumo di alimenti acidificanti.
Mangiare una bella bistecca produce una grande quantità di acido a causa del metabolismo delle proteine (non cambia se mangiate una bella Orata al vapore o al forno). La stessa cosa la si ottiene durante una attività fisica specie di tipo aerobico, ad esempio una bella corsa. Quando facciamo attività fisica, si utilizza l'aerobiosi e quindi acido piruvico che si riduce e si forma una notevole quantità di Acido lattico. Questo composto va a finire nel sangue acidificandolo e indebolendo la prestazione muscolare e non solo. L'accumulo di acido lattico e di altre sostanze acidificanti è indiziato di essere potenzialmente implicato in meccanismi oncogenici, vale a dire di trasformazione delle normali cellule.

In pratica, il meccanismo che sappiamo essere all'opera è una potente forma di ossidazione tissutale che si ripercuote anche sul Dna nucleare.
Regola generale (conosciuta da decenni): per contrastare e prevenire la trasformazione delle cellule, è bene assumere cibi in grado di produrre potenti effetti anti-ossidanti naturali; questo è alla base della Dieta Gerson_________________  http://fibromind.blogspot.it/2012/09/curare-la-malattia-con-il-metodo-gerson.html e di tutte le diete e attuali principi guida della sanità mondiale.
Poi ci sono sostanze ancora più specifiche di quelle che si trovano in natura, come le somatostatine che se combinate con altre sostanze, danno un effetto di attivazione reciproca, che vanno ad agire internamente ai meccanismi di funzionamento del Dna cellulare.
Quindi, mangiare molta frutta fresca di stagione e tutti i tipi di verdure, crude, ripeto, crude e dotandovi di un frullatore, dovete farvi un paio di tazze al giorno di frullato di carote, sedano, semi di mela, peperoni dei tre colori e insalate di qualsiasi tipo. Fate un bel frullatone e bevetelo senza diluirlo, senza aggiungere acqua, senza bere altri liquidi per almeno una mezz'ora dal biberon.
Mangiate poca carne, poco pesce, poco formaggio ma sempre bello fresco, pasta e pane integrali, usare olio e non aceto, ma limone, (tritare i semi di limone nel frullatore), fare delle belle camminate di una mezz'ora due volte al giorno, tenetevi lontani dall'esposizione diretta del sole su pelle, indossate occhiali con filtro solare certificato e se potete, iniziate una pratica di Meditazione.
Se poi vi verrà un tumore, avrete la coscienza di aver tenuto uno stile di vita adeguato e non dovrete rimproverarvi e colpevolizzarvi troppo.
Ah, dimenticavo: tutti i cibi e le bevande dovete conoscerne la provenienza e se sono prodotti con criteri naturali e sani. Mangiare del burro può essere un danno per le arterie ma se si mangia una volta la settimana un panetto di burro fatto con latte di montagna e con criteri biologici e sani, bevendoci magari un mezzo bicchierino di porto (come fanno in Francia), i grassi che introducete sono prevalentemente buoni, non come quelli della margarina vegetale o dei burracci da 4 soldi.
Se frullate i semi di mela, aggiungete qualche noce di anacardo o un paio di mandorle e se non vi fa schifo, qualche goccia d'olio buono (non porcherie dozzinali), olio da olive denocciolate e mangiate un cinque - sei olive al giorno, verdi, nere, grandi o piccole. Procuratevi olio di semi di Lino, lo trovate da qualsiasi erboristeria e se proprio non volete farlo da voi, acquistate una bottiglia di succo puro di Aloe, (estratto a freddo) e ve lo bevete due volte al giorno sempre lontano dai pasti.
Queste abitudini alimentari, sono compatibili anche con le terapie tradizionali, sia chiaro. Quindi ascoltate i consigli del vostro medico e dei medici che vi seguono, scegliendo in base a una ponderazione di quello che conoscete e di quanto vi è prospettato.

http://fibromind.blogspot.it/2012/08/dca-dicloroacetato-una-sostanza.html

http://astrambientegiovani.wordpress.com/


P.S.: finalmente quel cialtrone di Dukan si è auto-radiato dall'Ordine dei Medici di Francia.
 Pierre Dukan, il nutrizionista più famoso del momento, è stato radiato dall'Ordine dei medici. Il dietologo francese è l'«inventore» di una dieta di grande successo che negli ultimi tempi è stata seguita da numerose celebrità, tra cui la principessa Kate Middleton. Un regime iper-proteico in realtà molto controverso. Ma non si tratta di un provvedimento disciplinare partito dall'associazione. A chiedere la radiazione, il 19 aprile scorso, è stato lo stesso Dukan: una mossa che secondo i responsabili dell'Albo - che lo accusano di violare il codice deontologico, sospinto da avidità di denaro - punterebbe ad evitare i due procedimenti disciplinari nei suoi confronti. Ma le azioni disciplinari - ha già fatto sapere il presidente dell'Ordine di Parigi, Irene Kahn-Bensaude - non saranno comunque sospese perchè precedenti alla radiazione.

http://www.ordinemedicilatina.it/node/20159
ASCA) - Roma, 31 marzo 2011


Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Roma, che ha respinto un'istanza dell'Ordine Nazionale dei Biologi, secondo quanto rende noto l'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, che spiega di ''difendere da anni la centralita' e l'esclusivita' dell'atto medico''.

Ora, si legge in una nota dell'Ordine, ''un'ulteriore recente sentenza di un Tribunale ribadisce entrambe. Secondo l'Ordine, numerose sono le invasioni di campo da parte di profili professionali non medici che determinano incertezze nei cittadini, con rischio di minore tutela della salute e anche di notevole incremento di costi economici''.

Di fatto, avverte il presidente dell'Ordine, Mario Falconi, ''sta saltando definitivamente quel modello di assistenza che ha sempre individuato nel medico l'unico legittimo protagonista dell'atto medico.
Continuiamo a pensare che i numerosi profili professionali non medici siano una ricchezza per l'intero sistema sanitario, ma ognuno deve esercitare nell'ambito delle proprie competenze''.
Anche l'Ordine Nazionale dei Biologi, prosegue la nota, ''ha tentato di ottenere in un'Aula di Giustizia un pronunciamento che potesse attribuire - seppur indirettamente - alla categoria professionale dei biologi, competenze esclusive del medico, nella fattispecie inerenti la prescrizione di diete.
Il Tribunale della Capitale pero' ha respinto, con la sentenza n. 3527 del 18 febbraio 2011, l'istanza e affermato che 'il biologo puo' solo suggerire o consigliare profili nutrizionali finalizzati al miglioramento dello stato di salute e mai, in nessun caso, puo' prescrivere una dieta come atto curativo, che rimane sempre un'attribuzione esclusiva del medico'''.
La controversia, riassume l'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, ''era nata dalla citazione in giudizio del prof. Eugenio Del Toma che sulle pagine di un quotidiano dedicate alla salute aveva replicato all'affermazione di una lettrice, la quale sosteneva che 'un biologo nutrizionista puo' svolgere la sua professione in totale autonomia senza la presenza del medico'.
Per l'accademico chiamato in causa invece tale affermazione contrastava 'con il buon senso, ancor prima che con altre fondamentali leggi sulla professione medica e quindi sull'esercizio abusivo della professione'.
Per la parte promotrice del giudizio cio' era bastato per ritenere gravemente diffamata la categoria dei biologi: da qui la richiesta di risarcimento del danno all'onore e al decoro professionale''.
Nella causa ''era intervenuto l'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, sostenendo, appunto, la centralita' dell'atto medico anche in merito alla prescrizione della dieta per un paziente; a tale proposito aveva anche richiamato il parere del ministro della Salute del 15 dicembre 2009 che attribuisce la competenza di tale prescrizione esclusivamente al medico e riconosce al biologo solo la possibilita' di elaborare e determinare (quindi non prescrivere) diete''.
In questi anni, conclude Falconi, ''sono stati numerosi i tentativi, anche di natura giudiziaria, per rimettere in discussione la centralita' dell'attivita' del medico a tutela della salute del cittadino.
Nella fattispecie, consentire ai biologi di sostituirsi ai medici nella prescrizione di diete avrebbe significato demolire la figura del medico stesso quale garante del bene-salute, dotato di autonomia, potesta' decisionale e responsabilita' anche legale.
Questa sentenza - evidenzia Falconi - anche se non ancora passata in giudicato, costituisce un precedente di cui i giudici non potranno non tener conto nel caso di eventuali analoghe controversie''.
I DIETISTI: GRAVI DICHIARAZIONI DI ESPONENTI DELLA DIETOLOGIA ITALIANA "SOLO LA PRESCRIZIONE DELLA DIETA E' UN ATTO MEDICO, NON LA DIETA IN SÉ"

Sostegno al dr. Del Toma contro i biologi.
Azioni legali contro le testate giornalistiche che non hanno verificato la correttezza delle informazioni

Roma 6 aprile 2011 - In merito alla sentenza n. 3527 del 18 febbraio 2011 del Tribunale di Roma relativa alla citazione in giudizio promossa dall'Ordine dei Biologi nei confronti del Prof. Eugenio del Toma e ai successivi comunicati stampa, l'Andid (Associazione Nazionale Dietisti) comunica che il dietista:

•è l'unico operatore sanitario, (in possesso di Laurea triennale in Dietistica conseguita presso le facoltà di Medicina), competente per legge (D.M. n. 744/94) "per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell'alimentazione e della nutrizione ivi compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all'attuazione delle politiche alimentari, nel rispetto della normativa vigente"

•come da profilo professionale: "elabora, formula ed attua le diete prescritte dal medico e ne controlla l'accettabilità da parte del paziente", svolgendo tali funzioni in piena autonomia e responsabilità (secondo le normative vigenti: D.L. 42/99 e D.L. 251/2000).

•In Europa e nel mondo la nutrizione clinica e la dietoterapia sono di specifica competenza del dietista (su prescrizione medica).
La specializzazione medica in questo settore non esiste, con l'unica eccezione dell'Italia.
Sorprendono pertanto le affermazioni di autorevoli esponenti dell'ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) che si fregia di rappresentare anche i dietisti e dimostra di ignorare tali norme e di essere ancorata ad una visione medico centrica contraria agli indirizzi più attuali in ambito scientifico e sanitario, ispirati alla valorizzazione dell'inter e multi - disciplinarietà.
Preme infine sottolineare che l'ANDID è volontariamente intervenuta a sostegno del prof. Eugenio Del Toma - nella causa promossa e persa dai Biologi - per sostenere la tesi da sempre propugnata: che la prescrizione (e non la dieta!) è un atto medico e pertanto non spetta ai Biologi.
ANDID rende noto che ha predisposto una azione legale nei confronti di quelle testate giornalistiche (in particolare il Corriere della Sera e il Tg2 Rai) che hanno diffuso la notizia in modo scorretto e senza verificarne i contenuti, come dovrebbe sempre essere fatto, recando quindi un grave danno a migliaia di dietisti che lottano ogni giorno contro l'abusivismo in questa professione e a tutela della salute dei cittadini.

ORDINE NAZIONALE DEI BIOLOGI

5 APRILE 2011

TANTO RUMORE PER NULLA 

È proprio così, tanto rumore si è levato dopo la pronuncia della sentenza n. 3527/2011 della I sezione civile del Tribunale di Roma. I colleghi medici hanno gridato alla riaffermazione del ruolo centrale del medico nella cura delle malattie e che sarebbe stato sventato il tentativo dell’ONB di ottenere un pronunciamento che potesse attribuire alla categoria professionale dei biologi competenze esclusive del medico nelle fattispecie inerenti la prescrizione di diete. 

E ancora si grida da parte medica che consentire ai biologi di sostituirsi ai medici nella prescrizione di diete avrebbe significato demolire (addirittura) la figura del medico quale garante del bene salute. Perché diciamo tanto rumore per nulla? Lo diciamo perché i biologi non hanno mai pensato e non pensano di sostituirsi al medico nella cura delle patologie e hanno sempre detto chiaramente e lo dicono ancora che non pensano e non hanno mai pensato di essere abilitati ad accertamenti di stati patologici e di pretendere di curarli con la prescrizione di diete. 

Ciò che i biologi rivendicano e lo si legge in maniera inconfutabile nell’autorevole parere del Ministro della Salute del 15/12/2009, è di potere stabilire in maniera autonoma le diete necessarie per mantenere l’individuo in buona salute, valutando non solo le caratteristiche nutrizionali dei vari alimenti, ma altresì se sia il caso di ricorrere ad integratori alimentari. Se invece il cliente sospetta di presumere di essere affetto da una qualche patologia e vorrebbe dal biologo consigli alimentari per curarla, è ovvio che il biologo lo rinvierà al medico perché accerti, con le sue competenze, se il soggetto è affetto da una qualche patologia quale essa sia e solo dopo questo accertamento potrà consigliare, determinare, proporre, suggerire, e di certo prescrivere la dieta che consenta, unitamente ai farmaci consigliati dal medico, il recupero dello stato di benessere. Stupisce che i colleghi medici e purtroppo anche il Giudice unico del Tribunale di Roma si attardino a discutere se possa essere utilizzato dai biologi il verbo “prescrivere” e dare quindi al cliente delle prescrizioni. 

Nella lingua italiana il verbo “prescrivere” è sinonimo di stabilire, determinare e talvolta consigliare. Non per nulla nel linguaggio comune si dice: “Il medico mi ha consigliato queste medicine”, come altrettante volte si può dire: “Il medico mi ha prescritto determinati farmaci”. E l’equivalenza dei termini prescrivere, determinare, consigliare, risulta dal fatto indubitabile che nessuno può imporre l’assunzione o l’uso di un farmaco o il rispetto di una dieta. Ogni “prescrizione” vale per il paziente come un invito, un consiglio a tenere un certo comportamento, ma il paziente rimane arbitro indiscusso della scelta se utilizzare o meno i consigli del suo medico. Come si vede, quindi, attardarsi a discutere se il biologo possa “prescrivere” o se lo possa fare solo il medico equivale a un’inutile perdita di tempo perché ogni prescrizione non ha mai carattere imperativo e cogente , ma si presenta all’uomo come un consiglio sia pure autorevole, ma pur sempre un consiglio, che può essere disatteso secondo l’autonoma e inviolabile decisione del soggetto a cui si rivolge. Deve essere chiaro, quindi, che la sentenza n. 3527/2011 del Giudice unico non ha modificato di una virgola la situazione preesistente: l’accertamento e la cura delle patologie spettano al medico. 

Se la patologia accertata può essere fronteggiata oltre che con i farmaci suggeriti dal medico anche con una dieta adeguata, questa può essere consigliata dal biologo, che ha, per legge, la competenza a valutare i bisogni nutritivi dell’uomo sino al punto da giudicare se sia il caso, oltre che consigliare e sconsigliare determinati cibi, di ricorrere a integratori alimentari. Se l’individuo è invece in buona salute e vuole restarci o vuole intraprendere un’attività sportiva, può indifferentemente rivolgersi tanto al medico quanto al biologo perché in questo caso non viene in rilievo l’accertamento e la cura di nessuna patologia. Ma se così stanno le cose c’è da chiedersi che cosa ha stabilito la sentenza n. 3527/2011 che ha scatenato l’entusiasmo dei colleghi medici? La sentenza ha semplicemente stabilito che il prof. Del Toma Eugenio, che era stato ritenuto dall’Ordine responsabile di avere usato espressioni ingiuriose nei confronti dei biologi nutrizionisti, si era limitato in realtà a manifestare un’opinione soggettiva e peraltro l’opinione che il prof. Del Toma aveva sostenuto “rientra nell’espressione – come si legge nella sentenza - del diritto di libera manifestazione del pensiero, di opinione e di critica sui fatti che interessano il pubblico”. Il prof. Del Toma, quindi, non è stato ritenuto dal Giudice unico responsabile di espressioni ingiuriose e diffamatorie, anche se l’Ordine Nazionale dei Biologi si riserva di valutare, tramite i suoi legali, la correttezza della decisione assunta e di valutare se procedere ad appello. In breve l’oggetto della decisione è stato il riconoscimento che le opinioni espresse dal prof. Del Toma non erano offensive – a giudizio del Tribunale – nei confronti dei biologi. 
Ma, per quanto attiene alle competenze dei biologi nulla è stato cambiato. Valga quanto si legge a conclusione della sentenza: “Il biologo può solo elaborare determinate diete (il giudice ha cura di precisare “non prescrivere”, malgrado come si è visto, ciò non significhi proprio nulla), quindi riprendiamo “il biologo può solo elaborare determinate diete sia nei confronti di soggetti sani sia di soggetti cui è stata diagnosticata una patologia, solo previo accertamento delle condizioni fisiopatologiche effettuate dal medico chirurgo e altresì il biologo può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio benessere”. “In tale ambito - continua il Giudice unico - può suggerire o consigliare integratori alimentari stabilendone o indicandone anche le modalità di assunzione che è sempre cosa diversa dalla prescrizione della dieta come atto curativo, che rimane sempre un’attribuzione esclusiva del medico”. 

L’Ordine dei biologi sottoscrive l’affermazione che gli atti curativi appartengono al medico e che l’accertamento delle patologie spetta al medico, si rallegra che nella stessa sentenza sia riconosciuta la competenza del biologo a elaborare in maniera autonoma profili nutrizionali e proporli alla persona che ne fa richiesta (cioè il cliente), ai fini del miglioramento del proprio benessere e della propria salute. Non dubita che, una volta che sia stata accertata dal medico una patologia, il cliente possa scegliere in condizioni di libertà se, oltre ai farmaci, utilizzare cautele alimentari e cibi appropriati alla sua patologia e possa quindi rivolgersi indifferentemente, a tal fine, sia al medico che al biologo. 

Come dicevamo prima tanto rumore per nulla e i colleghi medici, anziché arroccarsi e rinchiudersi nel fortilizio dove sventola la bandiera dell’atto medico, portino rispetto agli altri professionisti che acquisiscono, frequentando corsi universitari ricchi di insegnamenti in parte uguali a quelli dei medici, competenze altrettanto valide di quelle che acquisiscono i medici insieme ai quali possono contribuire al mantenimento di un adeguato livello di benessere e di salute della collettività. Ma mi raccomando, sottovoce, senza fare troppo rumore.